Quando si parla di matched betting o di guadagno online, la prima reazione che leggo in faccia alle persone è sempre la stessa: la paura di scommettere. La paura di mettere dei soldi su una previsione, incrociare le dita e sperare che vada bene.

È una paura sana, perché è esattamente così che tanta gente si rovina. Solo che il metodo di cui ti parlo io lavora al contrario, e tutto ruota attorno a una parola che vale la pena capire bene: copertura.

Capita quella, capisci perché il matched betting non è una scommessa, perché il cosiddetto match trading non è lo stesso trading che hai in mente, e come si può costruire una piccola entrata togliendo di mezzo la parte più pericolosa di tutte, cioè l’indovinare. Andiamo con calma, da zero.

Indovinare è il gioco dei perdenti

Partiamo da come lavora quasi tutto quello che vedi girare, dalla scommessa sportiva al trader dei video con i grafici pieni di frecce verdi. Il meccanismo, sotto sotto, è sempre lo stesso: si studia, si analizza, e alla fine si fa una cosa sola, cioè puntare su una direzione.

Punti sulla vittoria di una squadra, o sul fatto che un prezzo salga, e ci metti i soldi sopra. Se ci azzecchi guadagni, se sbagli perdi.

Per quanto uno possa essere preparato, sta comunque facendo una previsione sul futuro, e il futuro non lo conosce nessuno.

C’è di più, ed è la parte che quasi nessuno ti dice: sulle scommesse il conto lo fa il sito, e lo fa a proprio favore, trattenendo la sua fetta su ogni giocata. Ecco perché, sulla distanza, chi scommette perde: non ogni tanto, quasi sempre.

Sui mercati è simile, con l’aggravante dell’emotività: quando vedi il rosso che scende, la pancia ti spinge a uscire nel momento peggiore, e così bruci con le tue mani anche il colpo che avresti azzeccato. Il risultato è che, in tutti questi mondi, guadagna davvero solo una piccolissima parte delle persone, e tutte le altre prima o poi lasciano i risparmi sul tavolo.

Non è una questione di sfortuna. È la natura del gioco: se il tuo guadagno dipende dall’indovinare, hai già consegnato testa e portafoglio al caso.

Cosa vuol dire davvero “coprirsi”

Il concetto che ribalta tutto si chiama copertura, e detto nel modo più semplice è questo: invece di puntare su un solo risultato sperando che si avveri, ti posizioni in modo da restare coperto su ogni risultato possibile. Apri tutte le strade in anticipo, così qualunque cosa succeda tu sei già a posto da qualche parte.

La fortuna esce dalla porta, ed entra il calcolo.

Ti faccio il paragone che capiscono tutti. Una partita di calcio può finire in tre modi soltanto: vince la squadra di casa, vince quella ospite, oppure pareggiano.

Un quarto modo non esiste. E la mossa della copertura è tutta qui: invece di puntare su uno solo dei tre risultati e incrociare le dita, prendi posizione, in modo studiato, su tutti e tre.

Comunque finisca la partita, una delle tue posizioni è quella giusta. Il risultato smette di essere un tuo problema, perché non stai tifando per nessuno: non devi indovinare niente, ti basta aver impostato bene le posizioni prima del fischio d’inizio.

Questo è il cuore di tutto quello che faccio, e vale per entrambe le strade che seguo. Cambia lo strumento, il principio sotto resta identico: si lavora coperti, mai allo scoperto sperando nel colpo di fortuna.

La copertura sulle scommesse: il matched betting

La prima forma è il matched betting, che porta la copertura sul terreno delle scommesse sportive. In Italia i siti di scommesse legali, quelli autorizzati dallo Stato col marchio ADM, si fanno la guerra per accaparrarsi clienti nuovi, e per convincerti a iscriverti usano il sistema più vecchio del mondo: ti regalano dei soldi.

Si chiamano bonus di benvenuto, ed è pubblicità pura, come il buono sconto che il supermercato appena aperto ti infila nella cassetta della posta. Sta scritto nero su bianco sui loro siti, nessun segreto.

Il matched betting prende quei soldi regalati e li trasforma in denaro vero coprendo tutti i risultati di una partita. Ti do i numeri come li presento a chi comincia, con cifre tonde da lavagna: giochi 50 euro in totale, divisi sui tre esiti; comunque finisca, te ne tornano indietro circa 48, quindi ne hai lasciati per strada 2; ma il sito ti aveva regalato 10 euro di bonus per quella giocata.

Dieci di regalo, meno 2 lasciati sul tavolo, fanno più 8. E quel più 8 lo conoscevi prima ancora che le squadre entrassero in campo.

Sono numeri da lavagna, servono a farti vedere il meccanismo: le cifre vere cambiano con i bonus del momento, e nessuno qui ti sta promettendo un guadagno fisso. Quando poi i bonus di benvenuto finiscono, entra in gioco la parte che quasi nessuno conosce, la profilazione: funziona come la tessera punti del supermercato, più muovi con criterio e più il sito ti manda altre offerte, e così il guadagno smette di essere un colpo singolo e diventa una piccola entrata che continua a tornare.

Se vuoi la spiegazione completa, con l’esempio passo passo, l’ho messa nella pagina dedicata al matched betting.

La copertura sui mercati: il match trading

La seconda forma è il match trading, cioè la stessa identica logica portata dai campi di calcio ai mercati. Prendi una materia prima come l’oro: nello stesso momento apri due operazioni contrarie, una che guadagna se il prezzo sale e una che guadagna se scende.

Qualunque cosa faccia l’oro, una delle due vince e una perde, esattamente come i tre esiti di una partita. Non devi leggere un grafico, non devi prevedere niente: devi solo aver impostato bene le due posizioni.

«E allora resto in pari», mi dicono sempre a questo punto, ed è un ragionamento giusto se le due operazioni fossero identiche. Il punto è che non lo sono, perché le apri in due posti costruiti apposta.

Il primo è il tuo conto, con i tuoi soldi. Il secondo te lo mette a disposizione una società specializzata, che si chiama prop, ed è molto più grande del tuo: è come se ti prestassero un motore più grosso da montare accanto al tuo.

Usarlo ha un costo, che però non è un soldo buttato, fa parte dell’investimento ed entra nei conti fin dall’inizio. Con due misure diverse in campo, i numeri si incastrano in modo che il lato che vince porti a casa un po’ più di quello che il lato che perde lascia sul tavolo.

Quella differenza, calcolata prima di partire, è il guadagno. Tutti questi incastri li gestisce un software: nessun bot miracoloso, solo un programma che esegue in automatico le operazioni giuste.

Ed è il motivo per cui lo dico sempre chiaro: io per primo non sono un trader, non passo le giornate sui grafici. La spiegazione completa, con la messa in guardia onesta sui rischi, è nella pagina del match trading.

Da dove esce, allora, il guadagno?

Torniamo alla domanda che a questo punto è naturale farsi: se sei coperto su tutto e il risultato non ti tocca, come si guadagna? La risposta è che il margine non arriva dall’aver indovinato, ma da quell’elemento in più che pende sempre dalla tua parte.

Nel matched betting è il bonus regalato dal sito; nel match trading è il capitale più grande della prop che lavora accanto al tuo. In entrambi i casi le posizioni non si annullano perché non sono identiche: c’è uno squilibrio studiato in anticipo, ed è da lì che, qualunque direzione prendano le cose, può nascere il guadagno.

Una cosa la metto in chiaro subito, perché è quella che separa una proposta seria da una favola: non sono cifre da capogiro. Sono margini piccoli e ripetibili che, fatti con costanza, costruiscono quella seconda entrata di cui parlo sempre.

È un lavoro fatto con la calcolatrice, non con la palla di vetro. E sui mercati vale una regola che ripeto a tutti prima ancora di cominciare: il rischio zero non esiste, e chiunque te lo prometta non è onesto.

La copertura tiene il rischio il più basso possibile, ma il punto delicato resta l’affidabilità di chi custodisce e paga i soldi, ed è lì che si sceglie con attenzione e non si fanno leggerezze.

I tuoi soldi restano sul tuo conto

C’è un filo che tiene insieme tutte e due le strade, ed è la regola a cui tengo più di ogni altra: i soldi restano sul tuo conto, intestato a te. I conti li apri tu, con i tuoi documenti e la tua carta; io ti insegno il metodo e ti resto accanto, ma nel tuo portafoglio non ci metto mai le mani.

Non prendo il tuo capitale, non lo gestisco al posto tuo, non passa mai dalle mie mani. Sta sul tuo conto e lo muovi tu, quando vuoi.

Non è un dettaglio, è la differenza tra il serio e la truffa in tutto quello che vedo là fuori. Chi ti chiede di versare il capitale sulla sua piattaforma, «che ci pensa lui», qualunque parola gentile usi, ti sta togliendo l’unica protezione vera che hai.

Nel momento in cui consegni i soldi, li può bloccare, far sparire, tenere in ostaggio. Se invece restano dove li controlli tu, quel rischio proprio non nasce.

Perché te lo spiego prima ancora di venderti qualcosa

Ti sto spiegando tutto questo in chiaro, e gratis, per un motivo preciso: voglio che tu capisca la differenza tra chi ti vende un sogno e chi ti spiega un metodo. Il venditore di fumo ti promette guadagni enormi e ti tiene all’oscuro di come funziona, perché sa che se lo capissi scapperesti.

Io preferisco fare il contrario, mettere il principio sul tavolo e lasciarti giudicare con la tua testa, anche se questo vuol dire dirti in faccia i limiti e i rischi.

Se da questo articolo ti resta una sola frase, che sia questa: indovinare è una scommessa, coprirsi è un metodo. Il primo ti mette in mano al caso, il secondo il caso te lo toglie dall’equazione.

E qualunque proposta ti capiti davanti, la puoi passare al setaccio con una domanda sola: mi stanno chiedendo di indovinare, oppure di lavorare coperto?

Domande frequenti

Il matched betting è una scommessa?

No. Chi scommette punta su un risultato e spera che esca; nel matched betting li copri tutti e il conto lo fai prima.

La fortuna e la speranza non c’entrano niente: è un calcolo, non un azzardo.

Il matched betting è legale in Italia?

Sì. Si lavora solo con i bonus dei siti di scommesse autorizzati dallo Stato col marchio ADM, sfruttando offerte che mettono loro stessi.

Non c’è nessuna zona grigia: solo operatori legali in Italia.

Serve capire di calcio o di mercati?

No, ed è la parte che spiazza di più. Non devi seguire lo sport né saper leggere un grafico.

Devi solo seguire istruzioni precise, come una ricetta: se sai fare una somma e un copia-incolla, sei già attrezzato.

Che differenza c’è tra matched betting e match trading?

Il principio è lo stesso, la copertura, ma cambia il terreno: il matched betting lavora sui bonus dei siti di scommesse, il match trading porta la stessa logica sui mercati, con un software e con il capitale di una prop che lavora accanto al tuo. Il match trading è la strada più tecnica delle due.

Chi ti scrive tutto questo è uno che per quattordici anni ha fatto il fabbro e si è spaccato la schiena per pochi euro a fine mese. Non vengo dalla finanza: a queste cose ci sono arrivato da diffidente, con la calcolatrice in mano, perché è la calcolatrice che non ha simpatie e non si emoziona, schiaccia i tasti e dice come stanno le cose.

Ho iniziato mettendoci i miei soldi per primo, col mio nome e cognome, e continuo a farlo così, in prima persona. Non ti prometto numeri e non ti garantisco la luna, perché chi lo fa mente.

Ti spiego come funziona e ti lascio decidere. Continua a seguirmi, che di roba da smontare qui fuori ce n’è parecchia.

Stammi bene, e tieni gli occhi aperti.


Contenuto informativo a scopo divulgativo, non una consulenza finanziaria né un invito a scommettere o a operare sui mercati. Nessun guadagno è promesso o garantito: i risultati dipendono dal capitale, dal tempo e dalla costanza. Il matched betting si appoggia a siti di scommesse con concessione ADM e vale per i maggiorenni; valgono sempre i termini di ciascun operatore. Sui mercati il rischio zero non esiste: opera solo con denaro che puoi permetterti di tenere fermo.

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